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Considerazioni su Scarcella: come riconoscere chi compra i follower?

Se come me hai visto lo speciale delle Iene su Mirko Scarcella avrai visto come purtroppo molte persone, imprenditori e professionisti possano essere facilmente truffati per dei servizi che semplicemente non comprendono appieno. 

In buona fede infatti ci si aspetta che un professionista svolga al meglio il suo lavoro.

Ma come riconoscere un vero professionista in ambito di social media?

Avrai intuito che il problema di base é l’ignoranza dilagante in ambito social che permette incomprensioni e truffe di quel tipo. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di consulenze andate a vuoto. Persone che hanno richiesto una crescita sana della propria base di follower, che si sono viste inondare il profilo di account indiani e brasiliani, per fare solo un esempio. A Non è l’Arena, il giorno prima si era parlato di vanità e di strumento effimero per quanto riguarda Instagram.  

Per quanto il numero di follower sia appunto definito “un vanity number“, non si deve però cascare nella rete e condannare l’intero strumento, anzi.

Tralasciamo l’aspetto di funzione sociale di queste piattaforme di condivisione, ben più complesso (si aprirebbe un mondo troppo vasto).

Al di là di ogni sfaccettatura, i social media sono un vero e proprio strumento di business e come tali vanno affidati a professionisti seri e non a “fenomeni”. 

Così ho pensato a 3 consigli base per aiutarti riconoscerli se non sei del campo. Credo infatti che sia giusto che ognuno abbia le sue competenze e che sia corretto affidarsi a dei professionisti, ma tutti hanno il diritto di avere gli strumenti per capire a chi affidarsi. Per questo non entro molto nel dettaglio tecnico, ma ti do giusto quegli elementi facili grazie ai quali puoi capire chi è un buon professionista.

Partiamo dal presupposto che un buon professionista in ambito social media non si compra i follower.

Perché? Ti faresti cucire un abito da un sarto che si veste male? O far fare una dieta da un uomo in sovrappeso?
Quindi ecco i miei consigli per riconoscere chi compra i follower (e quindi non è un buon professionista nel settore):

1. Diffida dai bot (automazioni), se te li propone. 

Sono un danno per i profili social, e interazioni e copertura ne risentono, oltre il rischio di oscuramento del profilo.

2. Guarda alle interazioni. 

Diffida da crescite lampo senza una strategia di contenuto e meglio pochi follower, ma interessati e che portino fatturato, che tanti, ma morti.

3. E poi una chicca: ninjalitics

Un servizio online pratico, veloce e gratuito per smascherare i profili “pompati” é ninjalitics, utilissimo anche per monitorare al meglio l’evoluzione del tuo e di più profili.

Ti basta inserire il nome dell’account che vuoi analizzare nella barra di ricerca e controllare che i valori siano “sani”. Ti mostra infatti subito il rapporto tra follower e interazioni, la crescita dell’account nel tempo, un’analisi degli hashtag e degli ultimi post. È disponibile anche una versione a pagamento che elabora analisi più complesse, ma in questo caso non sarà necessario.

In generale in qualsiasi servizio tu vada ad investire, fai un po’ come dal dottore: chiedi più pareri e informati bene sul professionista a cui ti stai affidando. Non si parlerà della tua salute fisica, ma farà sicuramente bene alla tua salute mentale e a quella del tuo business.

Ti é stato utile questo articolo? Fammelo sapere nei commenti.
A presto!

Federica Argentieri

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