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Video su Facebook: mai senza i sottotitoli

Federica Argentieri ci spiega come creare i sottotitoli nei video e perché è determinante inserirli.

Probabilmente ti sarà capitato di vedere ricerche che affermano che l’85% dei video su Facebook sono guardati senza audio.

Beh sappi che il 76% delle video ads hanno anche bisogno di essere comprese, ed ecco uno dei motivi più semplici per cui ti consiglio di leggere questo articolo e di fare attenzione ai sottotitoli.

Perché i sottotitoli sono così importanti per i tuoi video?

I sottotitoli sono un’occasione in più che hai per attrarre più velocemente l’attenzione del tuo pubblico e per attrarre anche una fetta più ampia di mercato, e non mi riferisco solo alle persone con deficit uditivi.

Considera che il 65% di chi guarda i primi 3 secondi di un video guarderà quel video per almeno 10 secondi e il 45% continuerà per 30 secondi.

Quindi come convincere chi si sta approcciando a guardare il video a guardarlo senza audio?

Questo è uno dei motivi che fanno sì che i video che vengono sottotitolati sui social abbiano maggiori interazioni, views e performance.

 Pensa che quando si parla di youtube, secondo una ricerca di Discovery Digital Networks, il file dei sottotitoli viene anche indicizzato, agevolando la SEO, quindi hai tutto da guadagnarci a fare più attenzione a questo dettaglio.

Ma come si inseriscono i sottotitoli nei video?

Ci sono due vie:

  • Il caricamento del file .srt sulla piattaforma social.
  • Il video editing

1. Il caricamento dei file srt

Il file srt è un tipo di file specifico per le captions (Sub Rip Text) e ci sono diversi programmi specifici online che ti permettono di generarlo.

Vantaggi:

  • Questo genere di sottotitoli è semplice da generare
  • E’ un formato dinamico che permette ai sottotitoli di spostarsi in alto e in basso se la barra di scorrimento del play diventa visibile al passaggio del mouse
  • Se commetti un errore di battitura o hai bisogno di modificare i sottotitoli puoi farlo agevolmente, modificando il file originario e ricaricandolo nel video, senza dover cancellare il video perdendo così dati su views e interazioni.

Svantaggi:

  • Non c’è molta possibilità di personalizzazione dei sottotitoli, che sono quindi standard per tutti.
  • Poco potente in termini di brand

Io negli anni ho sempre usato e consiglio di usare il creator studio di youtube, che genera in automatico i sottotitoli (poi bisogna però revisionarli e modificarli, perché ci sono sempre degli errori da sistemare).

Poi faccio caricare quel file sulle varie piattaforme social e in particolare su Facebook (piano editoriale e ads), instagram e Linkedin.

Se non hai molto tempo per curare la sottotitolatura in autonomia (se hai molti video può essere time consuming) su youtube hai anche la possibilità di creare un link condivisibile per far contribuire terze parti alla produzione di sottotitoli per i tuoi video in più lingue. Starà a te controllare l’operato e eventualmente accettarlo o modificarlo.

I sottotitoli su Facebook

Attenzione ai sottotitoli per Facbook: ricorda che devono essere nominati nel modo giusto per poter essere caricati sulla piattaforma social o non ti verranno accettati.

Dovrai quindi rinominare il file con lo stesso titolo con cui hai salvato il video seguito dal codice della lingua in cui lo stai sottotitolando.

Per esempio per i video italiani il nome sarà video01.it_IT.

Se il video fosse spagnolo sarebbe video01.es_ES

E così via.

2. Il video editing

Questa opzione è più complessa e quindi anche percepita come più professionale, anche se la dinamicità dei file srt è più funzionale ed efficace sui social.

Prevede infatti l’utilizzo di video editing con programmi come per esempio Final Cut e Premiere, che pure ti permette di agevolare il processo di sottotitolatura con l’utilizzo di file srt.

Anche in questo caso infatti sarà necessario generare i sottotitoli in una prima fase come spiegato precedentemente.

Poi una volta che hai la trascrizione del video andrai ad inserirla in maniera semi-automatica con un file srt, oppure manuale, copiando e incollando le stringhe di testo nel tuo file di progetto. Un processo meccanico e anche un po’ noioso.

Capirai bene, che così però puoi customizzare molto di più il tuo sottotitolato, con il font del tuo brand, per esempio, in modo che a colpo d’occhio quel video sia riconoscibile come tuo, anche per i sottotitolato.

Anche qui vediamo pro e contro.

Vantaggi:

  • Grandi possibilità di personalizzazione dei sottotitoli, customizzabili in modo che possano aderire al meglio al tuo brand e rendere i tuoi video immediatamente riconoscibili come tuoi
  • Editati nel modo corretto sono visivamente più gradevoli dei semplici sottotitoli srt.

Svantaggi:

  • Questo genere di sottotitoli è un po’ più complesso da generare e più time consuming, consigliabile se hai più risorse nell’area video del tuo business ad occuparsene
  • E’ un formato non dinamico, per cui i sottotitoli vengono coperti se la barra di scorrimento del play diventa visibile al passaggio del mouse.
  • Se commetti un errore di battitura o hai bisogno di apportare modifiche al video dovrai cancellare il video caricato in nativo, rieditare il video, riesportarlo, e ricaricarlo sui social, perdendo tutti i dati relativi alle views, engagement e azioni svolte su quel post.

Qual è quindi l’opzione migliore?

Come potrai vedere in termini di efficacia la prima opzione è sicuramente la migliore, tutta via non mi precluderei la possibilità di utilizzare anche la seconda opzione, esteticamente più bella e funzionale per la riconoscibilità del tuo brand.

In questo secondo caso però dovrai essere però molto più attento a eventuali errori, perché ti costeranno più tempo e eventualmente anche un danno sul piano editoriale meno perdonabile, rispetto a eventuali errori commessi nella prima opzione.

Spero che questo articolo possa esserti stato utile. Se hai dubbi o vuoi saperne di più, scrivimi pure!

A presto!
Federica Argentieri

Originaria di Brindisi, classe ’90. Laureata in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso la Cattolica di Milano, con tesi in storia del cinema e marketing.Nel 2012 ha avviato e curato la partnership tra il Teatro Franco Parenti e l’associazione culturale Vox, associazione che ha dato avvio alla prima radio ufficiale della Cattolica.Dopo un’esperienza in PwC a contatto con grandi multinazionali in Italia e all’estero, si è specializzata in strategie e produzione di contenuto per il marketing, divenendo online product manager e responsabile dell’area video in Alfio Bardolla Training Group.
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